Transizione 5.0: cosa cambia nel 2025 e le ultime novità per le imprese
LA LEGGE DI BILANCIO 2025
Per rilanciare il piano Transizione 5.0 la legge di Bilancio 2025 è intervenuta principalmente sui seguenti punti:
- Ammissione anche delle ESCo certificate da organismo accreditato per i progetti di innovazione effettuati presso l’azienda cliente, cumulabilità con altre agevolazioni, inclusi il credito d’imposta ZES e ZLS e ogni misura finanziata con fondi europei e allentamento dei vincoli DNSH.
- Incremento delle aliquote per investimenti complessivi superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e maggiorazione del costo ammissibile degli impianti con moduli fotovoltaici.
- Procedura semplificata in caso di sostituzione di beni obsoleti e applicazione retroattiva delle novità a tutti gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2024.
IL DECRETO MILLEPROROGHE 2025
In seguito, il c.d. decreto Milleproroghe 2025, pubblicato sulla G.U. 45 del 24 febbraio 2025, ha confermato l’applicabilità della norma a investimenti già completati al momento dell’invio della comunicazione preventiva.
LE FAQ DEL MIMIT
Le FAQ pubblicate il 21 e 24 febbraio si sono sostanzialmente concentrate sui seguenti temi:
AMPLIAMENTO DEI BENEFICIARI
a. la Faq 2.1 è stata aggiornata con l’inclusione, fra i soggetti beneficiari, delle ESCo per i progetti di innovazione effettuati presso il cliente
b. le Faq 8.1 e ss. sono state integralmente modificate per recepire l’estesa cumulabilità introdotta dalla legge di Bilancio 2025
c. la Faq 8.6 chiarisce le modalità di cumulo con altre misure previste nell’ambito dei programmi e degli strumenti dell’Unione Europea, specificando l’applicazione della regola di nettizzazione dalla base di calcolo del credito d’imposta 5.0 per l’agevolazione cumulata
d. la Faq 10.1 allenta i vincoli del DNSH con specifico riguardo all’eccezione prevista dall’articolo 5, comma 1, lettera d), del Dm 24 luglio 2024, riguardante le attività in cui il processo produttivo produce una significativa quantità di sostanze inquinanti, classificabili come rifiuti speciali pericolosi, il cui smaltimento a lungo termine potrebbe arrecare danno all’ambiente.
POTENZIAMENTO DELLA MISURA
e. la Faq 5.1 rappresenta le aliquote del credito d’imposta a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2025
f. la Faq 6.1 è stata aggiornata con le maggiorazioni del costo degli impianti con moduli fotovoltaici potenziate dalla legge di Bilancio 2025
SEMPLIFICAZIONE DELLA PROCEDURA D’ACCESSO
a. la Faq 2.17 chiarisce che nei contratti di vendita con patto di riservato dominio sono irrilevanti le clausole di riserva della proprietà ai fini dell’individuazione del momento di effettuazione dell’investimento
b. la Faq 2.18 conferma la validità, ai fini del credito d’imposta Transizione 5.0, degli attestati di conformità, delle perizie asseverate e delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciati ai fini del credito d’imposta Transizione 4.0
c. la Faq 4.18 disciplina la modalità di calcolo dei requisiti di risparmio energetico nel settore della distribuzione automatica
d. le Faq da 4.19 a 4.22 illustrano la procedura semplificata introdotta dall’art.1, comma 427, della legge di Bilancio 2025 per la sostituzione di beni obsoleti
NUOVO DECRETO ATTUATIVO E VERSIONE AGGIORNATA DELLA CIRCOLARE OPERATIVA
Fonti ministeriali nei giorni scorsi hanno anticipato che nella circolare operativa saranno introdotti alcuni esempi che illustreranno come funziona la semplificazione del calcolo del risparmio energetico in casi particolari, come la sostituzione di beni obsoleti e non obsoleti in un’unica linea produttiva oppure la sostituzione di beni obsoleti e non obsoleti in più linee produttive.
Un’altra importante novità in arrivo è il superamento del vincolo che attualmente impedisce alle imprese di realizzare contemporaneamente più progetti di investimento sulla stessa struttura produttiva, qualora questi riguardino processi interessati differenti.
In arrivo anche il rialzo dei massimali di spesa per gli investimenti in fonti energetiche rinnovabili per gli impianti fotovoltaici, in quanto non si è vista l’attesa crescita negli investimenti in impianti fotovoltaici, nonostante la prima rimodulazione di tali massimali operata dalla legge di Bilancio 2025.
IL TAGLIO DELLE RISORSE
Nonostante l’accelerazione delle domande presentate nelle ultime settimane sulla piattaforma del GSE, al momento l’obiettivo di spendere i 6,3 miliardi previsti non sembra raggiungibile, in quanto i crediti di imposta prenotati sono arrivati solamente a 573 milioni al 17 marzo scorso.
In tale prospettiva, come ha dichiarato il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR Tommaso Foti, il Governo sta riorganizzando queste risorse per raggiungere l’obiettivo di spesa, ma per farlo deve trovare un accordo con la Commissione Europea.
La decisione sulla rimodulazione dei fondi 5.0 non sarà immediata, ma occorre programmare fin da ora come gestire un’eventuale eccedenza di risorse, individuando delle misure alternative compatibili con il programma Repower EU, da cui provengono le risorse che finanziano la Transizione 5.0. Pertanto, fin da ora, si può escludere che le risorse eccedenti possano essere destinate alla Transizione 4.0, in quanto si tratta di un piano orientato alla transizione digitale, mentre le misure compatibili con il Repower EU sono quelle rivolte alla transizione energetica.
Secondo fonti ministeriali l’effettiva riduzione delle risorse 5.0 sarà definita entro un mese circa, in base all’effettivo “tiraggio” della misura.
EVENTUALE PROROGA DEL PIANO
Bruxelles ha già accordato la possibilità di allungare di 4 mesi il piano Transizione 5.0, tuttavia la proroga avrebbe un costo di circa 1 miliardo per le casse statali, quindi, anche la decisione sulla proroga sarà di fatto legata all’aumento del tiraggio delle prossime settimane.
CONCLUSIONI
Nonostante i ritardi accumulati, prima per rendere operativo il piano, poi per introdurre i correttivi richiesti dalle imprese necessari per velocizzare la prenotazione delle risorse, nelle ultime settimane abbiamo effettivamente percepito un’accelerazione della misura. Le probabilità di una proroga appaiono oggi ancora molto basse, mentre l’ipotesi di una chiusura anticipata del piano, solo ventilata da alcuni in questi giorni, risulterebbe controproducente e, a nostro avviso, non condivisibile. In primo luogo, tale soluzione danneggerebbe gravemente tutte le imprese che da tempo stanno lavorando per individuare innovazioni in grado di soddisfare i requisiti di efficienza energetica previsti dalla disciplina in commento e, in secondo luogo, minerebbe ulteriormente la fiducia delle imprese nei confronti del Governo e della sua reale capacità di sostenere l’industria italiana in una fase già molto difficile.
Ad ogni buon conto, crediamo che non vi sarà un’effettiva chiusura anticipata del Piano Transizione 5.0.
L’auspicio è che la rimodulazione delle risorse del piano avvenga in modo da coprire tutto l’effettivo fabbisogno delle imprese impegnate nella Transizione 5.0, rispettando la programmazione prevista e gli impegni presi.